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venerdì 29 aprile 2011

Scrivere: arte o lista della spesa?



Chi si accosta a scrivere un racconto o un romanzo dovrebbe farlo con umiltà. Chiunque di noi è in grado di scrivere una storia di senso compiuto e chiamarla “romanzo”. Di libri del genere ne esistono tantissimi al mondo, anzi sono la maggioranza dei titoli in commercio. Ma a me, e penso anche a voi, non piacciono i libretti a noi piacciono i Libri. Sono un po’ seccato di vedere in giro libracci come “Tre” osannati da sedicenti "esperti" televisivi. Spero inoltre di poter essere d’aiuto a chi vorrebbe tanto sapere come scrivere un romanzo. Non sta scritto da nessuna parte che il capolavoro sia solo La Divina Commedia. Anche "Ma gli androidi sognano pecore elettriche?" lo è ed è molto più intuitivo. Ciò che conta è il talento e questo non si insegna a un reality né è sufficiente andare a letto col politico per ottenerlo. Ci nasci, punto e basta. Poi, certo, il talento va coltivato e questo non te lo insegnano le scuole, ma una cosa chiamata esperienza. Nel caso di uno scrittore si può acquisire esperienza in molti modi, il più importante dei quali è quello della Tripla L: leggere tanto, leggere bene, leggere sempre.  


Chi legge poco non saprà mai scrivere davvero

Partendo dal fatto che il talento è qualcosa di elusivo e che chi lo possiede se ne accorge dopo molto, ma molto tempo, chi è artista della penna, di solito, legge tantissimo. Il più possibile, quando capita, dove capita, quando gli pare. Non ha un conto dei libri, un libro mastro dei suoi volumi preferiti: legge perché gli piace. Legge perché se ne sbatte del mondo altrui e ne ama un altro, quello stampato. La differenza tra lui (o lei) e uno pseudo scrittore non è solo questa ma spesso è un dato di fatto che chi non ha talento spesso legge anche poco. Il che significa che scrive coi piedi. Non mi stancherò mai di dirlo: se vuoi scrivere devi leggere e senza scuse! Non mi frega se hai lavorato tutta la giornata, o se c’era quella gnocca da urlo alla festa che… DEVI leggere perché VUOI. Tutto il resto è fuffa! La narrativa deve essere parte del tuo sangue, non il contorno di un piatto insipido.



Scrivere non è un lavoro

Chi ha detto questa tremenda cazzata? Scrivere è faticoso perché comporta fatica intellettuale, studio, abnegazione, ore piccole, liti con la fidanzata che si sente trascurata, incomprensione da parte del primo coglione di turno che afferma: “che ci vuole a scrivere un racconto? Moccia ha scritto ben millemila romanzi!”, sorrisini ironici da parte di molta gente che ti considera una sorta di eccentrico quando fuori splende il sole e molto, troppo altro. Scrivere non sarà MAI capito da chi non è uno scrittore autentico o non ha una vera passione per i libri. Non è un caso se molti nomi oggi famosi non sono stati quasi mai acclamati in vita. Non è un caso se a Edgar Allan Poe i direttori delle riviste dicevano che scriveva in modo non “intuitivo”, non è un caso se i racconti di Lovecraft erano sistematicamente rifiutati da asini travestiti da editori, non è un caso se Zuddas ha pubblicato così poco pur avendo scritto storie con contro coglioni, laddove una Troisi di oggi, passabile ma non certo un genio, vende milioni di copie. Scrivere è inoltre un mestiere che richiede preparazione: ciò significa leggere anche narrativa di genere. Uno scrittore che non legge il genere di cui vuole scrivere è condannato a fallire, perché non ha i riferimenti per scrivere al meglio la propria opera. Fin troppi romanzi denotavano il tipo di roba letta dall’aspirante autore: Fantasy di serie B per la maggiore, ma anche anime e manga. E spesso non basta leggere un mostro sacro. Il Fantasy non s’impara se leggi solo Tolkien, ma devi leggere tutto ciò sui cui riesci ad arrivare.

Gli autori presuntuosi hanno carriera breve

Papà Dante è chiaro: a essere presuntuosi si fa peccato mortale. Vogliamo davvero narrare l'ennesima storiella di amore & bene tra un vampiro e una mortale? Molti sono persuasi che solo i romanzi sui vampiri sono bei romanzi, e parecchi di costoro scrivono roba palesemente ispirata, ma dovrei dire plagiata, da roba già dozzinale di per sé. Certo, inventare qualcosa che non puzzi di stantio è difficile. Significa leggere moltissimo e provare e riprovare. Magari anche pubblicare qualche volta evitando di pubblicare a pagamento e cogliere i pareri sul proprio libro. Invece spesso mi è capitato di incontrare gente con all’attivo uno o due romanzetti d’appendice che pensavano di essere Neruda in persona. E forse avevano anche pagato per pubblicare!


Scrivere bene serve?

Alla base dell’arte scritta c’è la perfetta conoscenza della lingua. D eufoniche, uso improprio della punteggiatura, i dialoghi ingenui o farlocchi, abbondano ovunque. Il caso delle “D eufoniche” è per esempio un caso di libera evoluzione della parola scritta. Le forme “ed” e “ad” si possono utilizzare ogni volta che una parola comincia con un’altra vocale, ma questo vale solo nel linguaggio parlato perché in quello scritto “ed” e “ad” sono ammesse solo quando precedono una parola che comincia con la medesima vocale, come nel caso di “Andare ad Aosta”. Sono da evitare gli altri casi perché altrimenti denotiamo un modo noioso di scrivere che alla lunga può annoiare chi legge. Unica eccezione espressioni ormai classiche come “Ad esempio” e “Ad ogni modo”. Sfatiamo un mito: non è vero che più si è giovani più si scrive meglio un Fantasy con la scusa che i ragazzini avrebbero più fantasia. Questa era la moda dei tempi di “Eragon” che poi in Italy si seguì con la Troisi. (che pubblicò a ventidue anni se non erro) e poi con la Strazzulla che ne aveva 17. Lo avete letto “Gli eroi del crepuscolo”? Bene, NON fatelo. Basandoci sui testi, molti di questi sembrano DAVVERO scritti da ragazzini delle medie e invece no: l’età media degli autori emergenti è più alta. Quando mi occupavo di revisione testi e recensioni la media dei manoscritti su cui posavo gli occhi era impressionante: regole sintattiche ignorate, doppie “z” quando ne serviva una sola, avverbi a iosa senza motivo, frasi tronche, dialoghi che definire oltraggiosi sarebbe stato un complimento, storielline degne di un bambino delle elementari. Poi andavo a leggere la biografia di cotanti geni e leggevo lauree, professioni e soprattutto anni, tanti anni. Dai 23 ai 42. Uno, tra i moltissimi casi, mi è rimasto impresso: un pastrocchio simil Fantasy sui templari, scritto in modo davvero disgustoso da un tizio che si vantava di essere un medico…


E le scuole?

No, non servono se il talento non lo possiedi già. Servono solo per gli impiegati della parola scritta, per chi cioè, scrive prodotti seriali ma senz’anima. Ricordate che la tecnica senza l’anima è nulla: sa di già visto, magari tecnicamente perfetto sì, ma emotivamente zero. Avete presente i filmoni di oggi tutti effetti speciali, ma senza storia? Ecco, appunto!



La sintassi: una leggenda metropolitana?


Gli errori di sintassi possono condannare a morte un racconto o un romanzo. Imparare a scrivere correttamente una frase è fondamentale. Ma per far questo è necessario padroneggiare le regole della nostra lingua che è ricca, espressiva e palesemente superiore a qualsiasi altra, compreso il tanto decantato inglese. Conosco un sacco di gente persuasa che inglese faccia sempre rima con figo “perché suona bene”.
Che immonda cazzata! Sarà che noi italiani siamo esterofili, ma non esiste una lingua ricca quanto la nostra quanto a terminologia tranne quelle, manco a farlo apposta, neolatine più sofisticate, come il francese, ad esempio. Lo scrivere senza cognizione di causa della lingua, ti identifica come un imbrattafogli, il ché denota solo impreparazione.



I puntini di sospensione

I tre puntini, ma molti ne scrivono anche quattro (censura!) dovrebbero essere ridotti al minimo. L’autore dilettante, e con la presunzione di un falco tra polli, si compiace di, secondo lui, riuscire a rendere l’enfasi troncando le frasi. In realtà ottiene solo l’effetto di troncare la pazienza di chi legge. I puntini di sospensione dovrebbero essere quasi sempre sostituiti dal punto fisso. Possono restare nei dialoghi, ma con la dovuta attenzione. Ma nelle descrizioni e scene d’azione i puntini di sospensione non devono esserci.



Nomi

Facciamo attenzione ai nomi dei personaggi e agli elementi dell’ambientazione. Evitiamo la tendenza – in voga nel fantasy – di dare ai personaggi nomi che rispecchino la loro personalità o dal gusto esotico. So che molti bimbominkia adorano usare nomi pomposi e del tutto illogici, tipo chiamare “Mario” un demone e Eeilhen la protagonista della storia. Invece basta seguire la semplice regola dell’azione: non è il nome a fare del protagonista il vincente della storia quanto le sue azioni. E potrà anche chiamarsi Conan ma se è descritto come un idiota non servirà a nulla. Il segreto sta, anche qui, nel leggere tanto e nell’essere equilibrati. Chi scrive Horror, uno dei generi più “scritti”, insieme col Fantasy, deve seguire una certa logica e cioè pochi “effetti speciali” e più attenzione ai dettagli. Descrivere un mostro spaventoso divoratore di ragazzini, inventare un serial killer che si nutre solo di birra e passa il tempo a escogitare nuovi modi di sventrare verginelle sa di immonda porcata al semplice fiuto. Anche qui dobbiamo leggere: molti dei più efferati serial killer non avevano i muscoli di un sollevatore di pesi, né lo sguardo glaciale dei killers di Faletti: erano semplici ometti, neanche tanto minacciosi. Ma erano reali…



Diamo aria al racconto

Evitiamo di scrivere sbrodolate da 9.000.000.000 di parole per 1.000 pagine complessive. Oggi è di moda considerare i Fantasy come libroni da millemila pagine magari divisi in trilogie e quadrilogie ( e non solo!) E chi lo ha detto? Se anche il nostro stile sarà piacevole forse l’esagerare col numero di pagine rende annoiato il lettore, no? Dobbiamo inoltre prevedere diverse pause tra una scena e l’altra. Gli stacchi sono per i romanzi (o racconti) come lo stacco tra la scena e l’altra di un film. Servono per suscitare passione e voglia di leggere, per non annoiare. Se cambiamo il punto di vista, usiamo una bella riga vuota tra un paragrafo e l’altro! Finisce un “episodio” ideale della narrazione? Diamo aria al racconto con un doppio “a capo”!



Sperimentale= innovazione?

Non sempre. Se non abbiamo mai scritto nulla più che un solo romanzo, o pochi racconti, evitiamo di passare subito a roba più complessa. Io lo sto facendo solo ora ma prima ho scritto per anni e ora ho pubblicato cinque libri.


Il vero scrittore impara sempre

Non esiste il romanzo perfetto perché nessuno di noi lo è. Semmai esistono romanzi migliori di altri. Quelli scritti con tutti i crismi hanno comunque difetti vari ma riescono a dissimularlo meglio perché chi li ha scritti era un artista vero. Leggete un titolo tra i tanti di Dick e vedrete che gran parte di essi potrebbe essere scritto anche oggi. Fate lo stesso con la poesia, con la narrativa breve o con le opere più monumentali. Se ne leggeremo molti e impareremo a conoscerli vedremo che molti di essi (se hanno scritto tantissimo) mostrerà differenze tra una piccola serie di titoli e altri, tra un gruppo di racconti pubblicati dieci anni fa e un gruppo similare pubblicato adesso. Però la scorrevolezza del testo resta quella e sarà sempre moderna. Perché? Perché per scrivere davvero serve l’arte e questa si ama o si odia ma fa parte di noi. E’ solo l’arte, che pure è la cosa più inutile, in senso pratico, dell’universo, che ti da il sapore dell’eternità. Tutto il resto sarà corroso dal tempo, disperso dai venti e dissolto dagli oceani. A condizione che l'arte sia autentica.



Massimo Valentini



102 commenti:

  1. Un post ineccepibile e come sempre ricco di spunti. Un complimento anche per queste meravigliose modifiche alla veste grafica del blog. Veramente complimenti...

    Veronica

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  2. Ho letto con viva attenzione questo nuovo post e anch'io, come Veronica, ho ovviamente notato la nuova veste grafica. Sono utili gli spunti per scrivere anche se io non ho mai pubblicato e non aspiro a scrivero perché "so" che non è nelle mie corde. I suoi post però fanno sempre pensare. Anche questo è molto vero, bello e con un pizzico di amarezza direi. Mi piace.



    Sonia

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  3. Tutti siamo capaci di acquistare una tela e qualche pennello, fare uno scarabocchio e dire che si tratta di arte sperimentale. Così è per lo scrivere. La cosa dell'arte ovunque, evidentemente falsa, l'ho notata anch'io. Credo sia a causa dei media che persuadono la gente di essere speciale, magari grazie anche a programmini spettacolari da vedere ma vuoti. A dispetto dei presunti sentimenti sbandierati in giro.

    Viviana

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  4. Bello questo nuovo post. A un certo punto accenna a Faletti e altri. Di questi ho letto "Io uccido" e sinceramente non l'ho finito. La frase degli "occhi di ghiaccio" si riferisce forse a quel romanzo? Pomposo, devo dire, molta propospopea finto-sofisticata ("Io uccido", intendo). Capisco cosa vuol dire e sono d'accordo.

    Franco

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  5. Come no? Sono persuasa anch'io di queste cose: essere artisti non significa essere migliori ma diversi. Il fatto è che la gente pensa sempre di essere "unica" e speciale quando invece zompettare in tv non ti rende artista ma semmai soubrette o opinionista, lavori rispettabili, ma non migliori di altri o tanto meno artisti. Quanto a certi scrittori oggettivamente, credo potrebbero/dovrebbero scrivere davvero la lista della spesa :-)

    Vincenza

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  6. Le sue osservazioni sono perfette, ma valgono anche nel campo della musica. E' incredibile quanta robaccia circoli per le case discografiche. Ecco perché non guardo festival o reality show...

    Marcello

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  7. Fantastico questo post!

    Paolo

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  8. Complimenti per le opinioni sempre argute e ben scritte.

    Bello anche il blog rinnovato, più "prestigioso", direi. Cos'è Wikio?

    Lorenzo

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  9. Concordo con Veronica, ovvio!



    Sara

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  10. Stupendo post devo dire. E anche utlie: non conoscevo queste regolette. :-)

    Linda

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  11. Il post è perfetto, il blog stupendo e lei bravissimo :-)

    A proposito: bella la cosa di Wikio, Wow!

    Marzia

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  12. 3169 posto assoluto tra i blog italiani? Bellissimo risultato! Auguriiiiii

    Lea

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  13. Ma non ho capito... secondo queslla targhetta "Gabbiani delle Stelle" sarebbe uno dei primi blog letti del paese! Meraviglioso!!!!!!!! :-)


    Maria Pia

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  14. Lista della spesa: questo sanno fare tantissimi nomi, famosi e non. Ignoravo invece l'aspetto "ignorante" della faccenda letteraria. Non sapevo che molti aspiranti scrittori avessero una certa età e non sapessero neppure scrivere bene. Ma poi ho pensato a quanti strafalcioni fanno giornalisti e gente "comune" in tv e la cosa non mi è parsa più tanto curiosa: amara verità ma non curiosa!

    Eliana

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  15. Condivido le sue perplessita' e saluto con gioia il "vestito nuovo" del blog... Dal grafico di Wikio sembra che "Gabbiani delle stelle" sia ai primi posti tra oltre 42.000 altri blog. Risultato notevole, ma mi sembra di capire che si debba alla pubblicazione del suo ultimo libro. Belr isultato, fantastico!!!!

    Martha

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  16. Perfetto questo post!

    Elena

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  17. La Troisi non è un genio del Fantasy anche se ha il merito di aver laciato questo genere in Italia dopo la pubblicazione all'estero di Eragon. Ho letto i primi suoi libri ma poi sono andata verso altri lidi.


    Lina

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  18. Post Stupendo!!

    Ivane

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  19. Bello, molto bello il post nuovo. Mi ha fatto pensare l'accenno alla frase "politicamente corretto". Sono d'accordo con lei, sa di ipocrisia. Si può essere civili ed educati anche senza dire ciò che vogliono sentirsi dire gli altri.

    Federica

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  20. Post carinissimo. Bella anche la nuova immagine di Gabbiani delle stelle ed eccitante la novità di Wikio!

    Serena

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  21. Io credo di essere una buona lettrice e cerco di leggere molto. La storia del "sono troppo stanca per leggere un libro" è una mezza verità, credo. Se leggere è una delle tue attività preferite un libro lo apri, stanca o non stanca. Credo sia come andare al cinema. Ci si va anche a serata avanzata mica soloq uando abbiamo dormito per tutto il giorno. Così è per i libri: se ci piace leggere ci rilassiamo leggendo e quindi li si legge. Poi, non so!

    Mara

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  22. E' vero oggi siamo un po' tutti quanti artisti come se fosse obbligatorio fare qualcosa che ci faccia distinguere dal coro e magari ci faccia fare televisione. E, a proposito, non amo quei programmi in cui cantano ragazzini e bambini. Hanno un ché di inquietante.

    Jessica

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  23. Essere un artista vero è cosa da pochi e non è detto che un artista sia migliore di chi non lo è. Limitandomi solo agli scrittori, che poi è il settore più indicato qui :-), una persona che scrive non necessariamente è meglio di chi fa il postino. Vaslentini dice bene: è diverso, non migliore. Poi l'opinione che ci formiamo delle cose e delle persone cambia da tempo a tempo e da persona a persona. Magari un artista è visto in modo diverso perché spesso si tratta di gente più "estrema" e meno prevedibile della media. Io per esempio considero molte figure dis crittori noti, e meno noti, uomini e donne più aperti e meno meccanici di chi non lo è. Scrivere per davvero evidenzia creatività, fatica, una vita forse più difficile ma certamente meno meccanica di chi fa un lavoro ripetitivo o guardo solo sport e fiction. E' il mito dello scrittore maledetto, secondo me. Sono pochi gli scrittori "maledetti" e pochi gli artisti maledetti in genere, maledetti dalla propria arte. Persone imprevedibili, misteriose, che non credono ai valori della massa ma che sono capaci di slanci diversi di quelli degli altri. Artisti veri, ovvio, non i casi letterari costruiti ad hoc. E gli artisti veri sono pochi.


    Anna

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  24. Ottimo post! Sono d'accordo alla grande! ;-)


    Sara

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  25. Io credo che chi dedica la propria vita all'arte compia una scelta sia coraggiosa che azzardata. Lo sanno tutti che l'arte vera non ti fa mangiare e penso che per chi è artista vero sia anche più difficile farsi accettare dagli altri a causa della propria diversità. Io sono cresciuta con il "mito" di figure eccentriche come scrittori e artisti in genere molto discutibili sul piano morale ma decisamente eccitanti per altri. Baudelaire, Kafka lo stesso Poe e tanti altri. Prima di essere i Baudelaire, Kafka e Poe sono stati spesso non accettati dal volgo in vita. Oggi invece l'arte sembra debba portarti in tv e basta, darti soldi, fama e successo. Non sono un'ipocrita e anch'io vorrei essere famosa e con un bel conto in banca. Però l'artista vero è qualcuno che non può e non vuole fare a meno del proprio credo. Io penso che l'arte, quella che si scrive, si dipinge o si scolpisce, sia come una donna straordinaria. Molti scrittori, e mi pare di vedere lo stesso animo in quel che dice lei,hanno spesso fatto coincidere l'arte alle figure femminili che spesso erano versioni stilizzate e idealizzate di figure autentiche. Nessuna donna reale, credo, può pensare di essere almeno pari a queste figure perché esse sono un p' l'alter ego dell'artista. E' come se egli amasse se stesso, un Narciso dell'intelletto (come diceva Poe). Non c'è da meravigliarsi se le vere figure di scrittori, anche non belli fisicamente, hanno attratto così tante donne. E forse il caso della sua "Althaira" credo. Una musa, splendida versione forse di donne reali ma meno umana e quindi meno imperfetta? Comunque Condivido il suo post e sono d'accordo sui finti artisti. Io non li definirei neanche finti quanto prodotti. Reality balletti e casi letterari non sono artisti. Sono copie.

    Francesca

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  26. Mi piace questo post!!!!

    Azzurra

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  27. Una volta ho conosciuto una ragazza che aveva pubblicato un romanzo e che per scrivere evitava di leggere altri scrittori perchè aveva paura di macchiare il proprio stile. Poi è vera anche la necessità di essere umili altrimenti non potremo migliorare come persone o come scrittori

    Laura

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  28. X Francesca:

    la tua mi sembra una visione romantica della figura dello scrittore. Bella, però non sempre corrispondente al vero. Sono d'accordo con Valentini sui Grandi però vorrei fare una precisazione... oggi molti grandi non sarebbero forse mai pubblicati. I tempi sono cambiati e la preferenza è accordata a roba assai più semplice da leggere e produrre. Robaccia per alcui roba piacevole per tantissimi altri. Una volta gli scrittori erano rari oggi lo possiamo essere tutti, basta pagare in molti casi o essere raccomandati o avere amicizie. E non è detto che anche quelli che non hanno pagato scrivano capolavori perché il mercato premia storie più semplici. Ecco perchè seguo Valentini perché è uno dei pochi. Però la massa segue scrittori editoriali non scrittori.



    Stella

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  29. Bel post!!!!!!!!

    Marica

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  30. Molto bellina la veste grafica rinnovata!!!!

    E valido il post, come sempre!

    Eleonora

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  31. Parole sante!

    Chiara

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  32. Bello il vestito nuovo :-)

    Avvistato anzi no, avvistati al Metropolis. Se lo dico è solo perché Vally e Anto avevano un pc portatile (Nero lucido... molto glamorous!!!!) vedi mai che si trattata di "Sensum" o del Saggio?

    Simona

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  33. Non riesco a pubblicare il mio commento!!!!!!!!

    Chiara

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  34. Ke bello il nuovo Gabbiani!

    Silvietta

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  35. Ottimo post, direi

    Riccardo

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  36. Sono d'accordo! :-)
    Sofia

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  37. X Simona:

    guarda, non penso si possa sapere molto solo perché c'era il pc portatile. Se magari avessi visto anche un manoscritto allora è diverso.

    Lara

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  38. Un post molto serio! Oggi le vie dei libri sono decisamente infinite :-) Credo sia il periodo storico che è inevitabilmente cambiato. Più volte su questo blog abbiamo discusso di cinema, arte in genere e libri comparando quelli moderni a quelli di soli pochi anni fa. E' un dato di fatto che tutti, come dice anche Stella, possiamo pubblicare. E se proprio nessuno degli editori "free" accetta il nostro testo possiamo sempre rivolgerci a un EAP oppure a un pod. Credo sia un modo come un altro per soddisfare la propria vanità. E i risultati si vedono come dice anche Valentini: libri scritti con poche idee, gente che non conosce le regole della nostra lingua, storie commerciali... Bella roba! Una volta, prima di leggere Valentini pensavo che le grandi case editrici utilizzassero un iter diverso, più "artistico" e meno commerciale. Poi ho scoperto che le cose sono cambiate in generale. E che non è raro che i libri delle piccole e medie case editrici, anche non a pagamento, raramente approdano in libreria quando al contrario è semplicissimo trovare i libri/verità di dame della tv, Signorini, Marra, veline varie e calciatori. Per carità va bene tutto ma non credo che i soli autori italiani così visibili debbano essere sempre i soliti e ormai non credo più alle favole, ovvero ai vari premi letterari che mi sanno di bruciato. Quindi mi sa che anche per i libri il meccanismo è lo stesso dei programmi tv dove cantano bambini, dove mostrano gente sulle isole deserte, dove ballano tutti e tutti sono artisti. Globalizzazione? Voglia di essere anche quando sarebbe meglio fare altro? Forse. Però che tristezza!

    Marcella

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  39. Secondo me una bella mano a questa vera e propria ignoranza di massa deriva proprio dagli ditori a pagamento. Secondo me non fanno selezione e pubblicano tutti. Sul sito Writers Dream ne parlano spesso e invitano chiunque a non pagare mai per pubblicare. SOno d'accordo. In fondo se un testo non vale perché volerlo pubblicare necessariamente? Esiste sono scrivere al mondo? In fondo il meccanismo non mi pare diverso da una tipografia: io pago e in cambio ho pubblicato 100 copie del mio romanzo senza spessore. Sono contento e mi vanto.

    Lorenzo

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  40. COn tutti i libri immondizia che sono pubblicati oggi immagino che se Dante fosse ancora vivo nons arebbe pubblicato affatto!

    Margherita (Rende)

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  41. Valentini dice il vero e in effetti non è detto che un romanzo osannato dai critici e quindi di valore artistico sia anche necessariamente noioso da leggere. Penso però, e qui mi rivolgo a chi tra i fan sembra aver fatto un distinguo tra libri veri e libri inutili, che non sempre i libretti commerciali debbano essere scritti coi piedi. Possono anche essere piacevoli e magari sono pochi, ma esistono per svagare un tantino la mente senza troppi pensieri. Valentini stesso ha fatto la recensione dell'"Isola della Paura", per esempio, e lo ha giudicato gradevole. Certo, si dovrebbero accontentare anche i gusti dei lettori più esigenti e qui credo che la responsabilità sia a metà tra case editrici che impongono un trend alla massa e aspiranti autori che forse dovrebbero svegliarsi e pensare con umiltà. Ma non ho molta fiducia sulle cose umane...

    Marcello (CS)

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  42. Bè il fatto che anche certi paparazzi abbiano pubblicato romanzi, e forse capirete a chi mi riferisco, sia esemplificativo su quale degrado libresco ci buttiamo quando andiamo a visitare una qualsiasi libreria. Valentini in vari post ha fatto presente che molti romanzi ormai classici - anche italiani - non sono mai ri-proposti dalle case editrici più grandi e questo non mi piace per niente. Lui parlava di Zuddas ma non è solo lui. Per me andrebbe anche bene che Troisi e Strazzulla e Follett e chi vi pare sia disponibile sugli scaffali ma almeno i libri veri potrebbero anche essere disponibili, no?

    Erica

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  43. Io li ho visti a una pizzeria di Rende ieri sera. Erano proprio loro...

    Elisa

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  44. La scusa del sono troppo stanca per leggere penso sia comune come il marinare la scuola :-) Però i lettori tosti esistono ancora per fortuna. Io per esempio penso di essere abbastanza "lettrice" e faccio una selezione della roba da leggere. :-)

    Samantha

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  45. Letta la Strazzulla. Sinceramente ho trovato "Gli eroi del crepuscolo" noioso.

    Gaia

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  46. Per Lorenzo:

    Wikio è un indicatore dell'indice di popolarità dei vari blog esistenti in Italia. Statisticamente pare che questo blog sia tra i primi 5000 tra i più di 42.000 blog esistenti. Per non avere neanche tre anni di vita direi che è uno splendido biglietto da visita. E come ha detto qualcuno pare proprio che una decisa "salita" di preferenza sia stata registrata quando "Gabbiani delle Stelle" ha visto la pubblicazione.
    Complimenti a Nostro di cuore :-)

    Sofia

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  47. Complimenti per il post sig. Valentini e anche per le modifiche al blog, è molto carino :-) Mi fa molto piacere che il Suo blog sia molto visitato... Ma non ne avevo dubbi :-)

    Paola

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  48. Uff è la terza volta che provo e riprovo ma il mio smartphone fa le bizze quando si tratta di trovare le cose su internet. volevo solo dire che ho di nuovo visto Anto e Valentini questa mattina. Sempre un piacere vederli :-) Ormai si può dire che so benissimo le loro abitudini "festive"...

    Ivane

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  49. Pensavo le scuole servissero a qualcosa!

    Vanessa

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  50. Ma questi avvistamenti? Non avevamo detto di non parlarne? Sennò cosa dovrei dire io che li vedo ogni giorno al Metropolis?

    Cristina

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  51. Adoro questo post che come al solito è sempre scritto bene. E poi è praticamente un piacere concordare con le sue idee.

    Angela

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  52. Per Sofia: grazie

    Lorenzo

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  53. Scusa Lara

    ma non è mica necessario portarsi un manoscritto sempre appresso. Secondo me il portatile basta e avanza soprattutto se vuoi far leggere e magari correggere il romanzo, no?

    Simona

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  54. Io credo ke un fan in un certo senso deve seguire la vita del proprio beniamino se nò ke fan è? Poi è ovvio ke non dede essere troppo "presente" ma quella è educazione. Cioè se a me piace una cosa perké non posso provare piacere a sapere più cose possibili su di essa?

    Silvietta

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  55. Sissì, come no? Avvistamenti sempre sulla cresta dell'onda! :-)

    Viviana

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  56. Oggi i libri sono per gran parte commerciali. Penso che molti scrittori non esisterebbero se non fosse questo il trend. Certamente possiamo discutere dei vari aspetti di questo fenomeno. Non penso che i libri commerciali dovrebbero essere cancellati a prescondere e infatti Valentini non lo dice, ma penso che si dovrebbero pubblicare più libri "veri".

    Diana

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  57. La veste grafica nuova sia datta al settore del blog. carinissimo!

    Maria

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  58. Per Cristina

    Gli avvistamenti fanno parte dell'essenza stessa di essere fan!

    Stella

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  59. Un piccolo vademecum garbato questo nuovo post. Abbiamo affrontato varie volte l'argomento sull'arte scritta e sulle ciofeche librarie che sono pubblicate oggigiorno dalle case editrici. Dobbiamo però fare un distinguo tra libri e libri. Esistono infatti i libri di... aria! Ovvero, e sono una fetta importante della quota annuale delle pubblicazioni, quelli che servono solo a battere cassa per i fenomenti della tv: veline, calciatori, paparazzi, divette e comparse nei reality fino ad arrivare ai libri-fotocopia dei programmi televisivi. Sono lo strame che affolla la librerie e quelli che volentieri brucerei. Poi ci sono i bestseller che, per loro stessa legalissima ma evidente composizione, non sono libri artistici. Questo gruppo vede sia scrittori come Moccia sia come Ludlum e, ovviamente, tantissimi altri. Spesso si crede che l'etichetta "besteller" sia sinonimo di qualità. In realtà è sinonimo di "commerciale" nudo e crudo. Libri da spiaggia, svago, divertimento, libri che fa piacere leggere sempre e ovunque. E poi ci sono i Libri, romanzi, racconti, poesie, a volte anche saggistica di un livello più alto, artistico, che spesso sconfina nei classici. Di questi molti non sono riproposti da anni e questo è oggettivamente negativo per l'erudizione di massa. Sono i libri che sembra amare Valentini e che, detto tra noi, amano i lettori più avvezzi alla parola scritta, quelli che leggono moltissimo e amano riflettere su quel che leggono. Non considero qui la narrativa mainstream, i saggi in genere e le inchieste editoriali/politiche/da paparazzo su vari argomenti ma in genere mafia, chiesa, sesso, potere, ecc che sono pure una bella fetta dei titoli italici. Anche questi, per quanto mi riguarda, beh...

    Case editrici a pago e a gratis...

    Valentini dice bene: il commerciale è legge e quindi non è detto che case editrici non a pagamento scelgano chi pubblicare solo in funzione del significato artistico delle opere. Spesso e volentieri, anzi, è proprio il commerciale che decreta il NO a romanzi e/o racconti/poesie di livello elevato. Sono previste poche eccezioni ma non è la regola. Nonostante questo bel quadro, bello negativo cioè, esistono ancora bei Libri sia italici che stranieri. Ma sono pochi molto pochi...

    Margherita

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  60. X Simona:

    non è detto ma non è la regola. Io mi basavo sul fatto che una volta Valentini è stato avvistato mentre consegnava un manoscritto a una ragazza al Metropolis. C'era anche Antonella e sembravano molto amici. Col senno di poi penso fosse l'originale di "Gabbiani delle Stelle" dato che poi l'ultimo libro pubblicato fu proprio questo. Magari l'avvistamento col portatile è indice del fatto che stavano parlando del romanzo "Primus". Poi non so, per essere certi bisognerebbe avvicinare quella ragazza o altre persone!

    Lara

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  61. Siamo tutti d'accordo che il commerciale è legge e non potremmo neanche pretendere che le case editrici di oggi, tantissime, si comportino con regole di un tempo quando i libri erano molto di meno e di migliore qualità. I bestseller non mi dispiacciono, a casa mia sono questi e non libri d'altro tipo che "abitano" la libreria di famiglia. A patto però che i loro autori non disprezzino le più elementari regole dello scrivere. :-)


    Samuele

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  62. Questa cosa del commerciale che decide della sorte di libri più degni è parecchio antipatica. Sono d'accordo con Margherita, però, e penso che del resto il fenomeno non sia semplicissimo da affrontare. Non possiamo dare la responsabilità solo alla massa che predilige fiction e reality perché non è detto che chi guarda certi programmi sia anche col cervello spento. Inoltre in Italia esiste la tendenza, per me ipocrita, di descrivere i "salotti intellettuali" come facenti parte di un mondo estraneo alla massa quando poi molto spesso questi presunti intellettuali ripetono come pappagalli le stesse cose senza in realtà capire un bel nulla. Ovviamente non voglio generalizzare e altrettanto ovviamente so che non pensabile parlarne solo con un post ma è mia opinione che i veri intellettuali sono molto pochi speciei di questi tempi che l'erudizione sembra essere un miraggio...

    Erica

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  63. Non c'è scritto da nessuna parte che i fan non possono seguire i propri idoli. Certo poi è questione di rispetto ed educazione ma non ci vedo chissà cosa a parlare di avvistamenti, no?

    Carmen

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  64. La gente per gran parte è ignorante, punto e non occorre leggere libri di altissima qualità per esere un tantino meno ignari. Diciamo che un tempo era l'americano medio ad essere considerato non tanto sveglio ma oggi devo conteggiare anche l'italico medioman che passa il suo tempo davanti alla televisione o legge libretti insulsi come quelli reclamizzati da pseudo critici televisivi.

    Stefano

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  65. X Simona:

    ma scusa non potrebbe essere che il pc portatile non era riferibile al nuovo romanzo? E se fosse stato "Sensum" o il saggio...

    Katia

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  66. D'accordo con il nuovo post e Margherita. La cosa curiosa è che fare arte è di pochi usufruirne di tanti!!!! :-)

    Gabriella

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  67. Sono pochi anche i libri starnieri belli però. Altrimenti quelli della Meyer e di tanti come lei dovrebbero essere capolavori e non mi sembra proprio!

    Monia

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  68. Margherita dice il vero. Ecco perché si devno scegliere bei libri!


    Serena

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  69. Ma infatti essere fan non è certo un peccato mortale ed è ovvio che se seguo qualcuno lo seguo anche perché poi son curiosa della sua vita! Ciò che conta veramente è non esagerare!

    Grazia

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  70. Il mondo è cambiato e come i libri anche molte altre forme espressive e sono diventate più semplicie e menoa rtistiche di quanto accadeva diversi anni fa. Lo stesso Valentini h scritto un lucida esposizione di queste cose decisamente spesso. Detto questo i bei libri, anche se pochi, esistono ancora (Valerntini docet!!!!) Dobbiamo essere noi lettori a scegliere bene cosa leggere.

    Barbara

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  71. Io per esempio i libri-verità li brucerei subito! Sono davvero inutili!

    Paolo

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  72. I bei libri si scelgono se leggi tanti e ti fai un'esperienza. Ma è anche questione di gusti e pareri diciamo anche che si dovrebbe evitare di farsi sedurre dalla pubblicità o comunque dai media. E' difficile, certo, ma non impossibile. Anche la volontà è qualcosa da considerare, no?


    Alessandra

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  73. A me non fanno una grande impressione moltissimi libri e film di oggi. Tipo quei sui vampiri... uff

    Isabella

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  74. La gente sarà anche ignorante, Stefano, ma non si deve generalizzare. Quanti di noi acquistano cose al supermercato attratti solo dalla pubblicità? Non possimao conoscere tutti gli autori né aver letto tutti i libri. Non so uno come Valentini che è uno scrittore, un divulgatore un saggista e scrive un sacco di cose, anche diverse tra loro, ma una persona "normale" che ama leggere credi forse che abbia letto solo libri belli? E non penso poi che Valentini legga solo bei libri. Voglio dire che capita a chiunque di leggere un libro che pensava essere bello e poi scopre che non è nulla di ché. Si chiama esperienza. Poi quelli come Valentini vantano un'esperienza non comune ma noialtri dobbiamo andare per tentativi. Certo dobbiamo anche far pensare la testa!

    Giada

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  75. Meglio leggere bei libri che leggere libri da spiaggia! :-)

    Chiara

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  76. X Katia:
    può essere ma sia le mie che le tue alla fine sono semplici idee. Dovremmo chiederlo a qualcuno che sa...

    Simona

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  77. Qualcuno qui dice che la causa dei tantissimi libri di scarsa qualità oggi pubblicati sono le case editrici a pagamento e gente che pubblica con loro. Io spezzo una lancia a favore di chi non pubblica a pagamento anche se farlo non è mica un reato. Pubblicare a pagamento è legalissimo e onorevole, il fatto è che spesso nessuno ti legge il testo e si pubblica chiunque, la qual cosa non aiuta a diffondere bei libri. Ma neanche le realtà non a pagamento sono sempre sinonimo di qualità. Quanti libri scadenti pubblicano le varie Grandi? (Ovviamente aggratis?) Il pubblico poi ha una la sua bella responsabilità: i gusti sono limitati :-) Vero è che esistono ancora bei libri ma forse è vero: per leggere belle cose serve una bella esperienza e quindi leggere molto. Certo, per quanto mi riguarda io diffido di libri "del cuore", "Dell'anima", dei soffici e velati sentimenti" e roba simile che spesso son sinonimi di sillogi e romanzetti rosa.

    Loredana

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  78. E vogliamo parlare dei libri dei reality? Madò!

    Ornella

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  79. Quoto la mia omonima! :-)

    Margherita (CS)

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  80. X Giada

    Che l'ignoranza sia diffusissima oggi non è un mistero, su! E' quella detta "di ritorno"; tutti sanno leggere ma a) non leggono mai libri "veri" b) il loro cervello è assuefatto solo a programmi scadenti televisivi e/o media e/o solo giochini c) i libri di oggi sono per la gran parte sterili e poco edificanti d) tutti possono scrivere e pubblicare, anche pagando. Così facendo si toglie spazio sugli scaffali per libri veri che magari non vedranno mai la luce per soddisfare le pruderie di gente che dichiaratamente NON sa scrivere (vedi quel che dice Valentini su questo stesso post!) e) le Case editrici grandi sfornano ristampe di autori bravi (pochi) e paccottiglia italica o straniera e f) molti premi canori o librari sono abbastanza farlocchi e lo sappiamo tutti. Risultato? Ignoranza!

    Azzurra

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  81. I libri scadenti sono anche stranieri non solo italici e poi basta con sto' buonismo italico a go go, persino sui libri. Già il fantasy clssico non mi è mai piaciuto, ma quando leggi protagonisti con nomi italiani e le solite storielline di predestinati la noia è evidente!



    Sofia

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  82. Carissimi, eccomi ancora una volta a "prestare servizio" alle vostre curiosità. Ho notato che gli avvistamenti come sempre non mancano. Vi dirò di più, spesso ce ne accorgiamo anche, mentre altre volte siete sorprendenti. Ovviamente lo dico con molta ironia e senza l'intento di tirare le orecchie a nessuno. Siamo consci che fa parte del gioco. Ma passiamo a chiarire il "mistero del pc"... Ebbene, Massimo è geloso delle sue opere inedite per cui è difficile le porti in giro sia su cartaceo che su pc. Nelle occasioni in cui avete visto un manoscritto, però, avete fatto centro. Si trattava di "Gabbiani delle Stelle" e in un'altra occasione di "Primus". Ciò capita quando il libro deve essere consegnato al "comitato" per una prima lettura. Tutto il resto è casuale. Vi avviso inoltre che il nuovo post sarà pubblicato nella prossima settimana per motivi di lavoro del Nostro. Continuate a seguire il blog e grazie mille per il traguardo su Wikio.

    Antonella

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  83. Beh, grazie ad Antonella per le news...

    ok qualche volta forse guardo troppo... :-)

    Ivane

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  84. Insomma il momento magico è la vista di un manoscritto... Ma non è che si possono comprare? Voglio dire, dopo la pubblicazione. Io non ho tanti soldini ma mi piacerebbe...


    Sandra

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  85. Non credo si comprino i manoscritti e non penso neanche sopravvivano. Se uno li invia alle case editrici, no?

    Sandra

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  86. Ma i manoscritti hanno già la forma di un libro?

    Silvietta

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  87. Sarebbe una cosa carina poter acquistare o vincere un manoscritto, magari di un romanzo. Si potrebbe fare? Di Primus, una volta pubblicato?

    Chiara

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  88. potrebbe postare la foto di qualche suo manoscritto? O magari del saggio... per il prossimo post? Sarebbe bello!

    Angela

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  89. Ma, esattamente, come funziona questa cosa del comitato? E da chi è composto, amiche, lettrici o persone pagate appositamente per svolgere dei controlli? Sono segretarie?

    Linda

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  90. Non è che potrebbepostare uno stralcio del Saggio?

    Marica

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  91. Un grazie ad Anto per la precisazione. Attendo con ansia il nuovo post!

    Serena

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  92. Li spesso anch'io al Metropolis ma non mi avvicino mai per questioni di privacy :-)

    Maria Pia

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  93. Una curiosità... ma per essere del comitato si devono leggere molti libri? Come funziona? Grazie

    Sofia

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  94. Avvistati da tanto, tanto vicino :-)

    Simona

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  95. Sofia, non credo proprio. Saranno certamente buone amiche di Valentini!

    Marco

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  96. Oggi sono stata brava: visti e non ho fatto nulla. Però li ho visti :-)

    Ivane

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  97. I bei libri esistono ancora. Avrei una domanda: perché non scrivere un post sui libri che secondo lei sarebbe bene comprare? Che so, magari divisi per genere!

    Lorenzo

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  98. X Marica e Angela:

    Ma no, secondo me il comitato è fatto di persone di fiducia non di gente che ha un ruolo ben determinato. E' una cosa da ammirare, però: se fossi uno scrittore vorrei anch'io far leggere quel che scrivo da persone diverse da me, magari NON parenti, così non dovrei temere giudizi poco "indipendenti"!. Ed i manoscritti non credo si possono vendere dacché uno li spedisce alle case editrici, e quindi non sono disponibili.

    Vincenza

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  99. A me piacerebbe una nuova recensione, una qualsiasi, ma non della P :-)

    Federica

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  100. Ho regalato una copia di "Gabbiani delle Stelle" a mia mamma oltre alle solite azalee. Un figurone!

    Mirella

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  101. Sarebbe carino se qualcuna del comitato scrivesse qualche commento :-)

    Francesca

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Qui, se vorrete, potrete scrivere i vostri commenti. Vi attendo numerosi...